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Le Discussioni

Meldola: l’ipocrisia e il pregiudizio

Non convince la decisione del Sindaco Zattini di negare lo spazio della scuola di S. Colombano alla comunità musulmana locale, che ne aveva chiesto l’uso per la preghiera serale durante il Ramadan. Incomprensibile il richiamo a “regole uguali per tutti”, quando nessuna legge impedisce di richiedere e ottenere l’utilizzo di uno spazio pubblico per scopi di carattere sociale, culturale e religioso, nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza. Secondo la Costituzione Italiana (art.19), tutti hanno diritto di esercitare la propria confessione in privato e in pubblico. Qual è il problema allora, visto che lo spazio può essere disponibile, a determinate condizioni?
Invito Sindaco e Giunta a studiare soluzioni migliori, prendendo esempio dal Comune di Forlì, dove uno spazio pubblico già da anni è concesso ai fedeli islamici per l’intera durata del Ramadan, con garanzia di accessibilità alle strutture, presenza di mediatori culturali ufficiali del Comune, delle Istituzioni, delle forze sociali, sindacali e imprenditoriali, e soddisfazione di tutti, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno.
Purtroppo, le posizioni estremiste della Lega Nord condizioneranno sempre di più l’amministrazione della nostra città, contro la nostra storia, contro la tradizione di ospitalità e giustizia della Romagna. 
Finché governerà la Lega, sarà impossibile affrontare in modo realistico ed efficace le questioni legate all’immigrazione: prevarranno paure e tensioni, e i problemi rimarranno sul tavolo, aggravandosi.
Nonostante ciò, anche a Meldola l’integrazione va avanti, nei luoghi di lavoro, nella società, nelle relazioni umane. Occorrono allora politiche di mediazione culturale, per conoscersi meglio e crescere culturalmente, tutti. Servono intese, convenzioni, progetti, attività costruttive. Questa è la responsabilità della politica.

All’errore del Sindaco si aggiungono le sconcertanti dichiarazioni dell’Ass. Vallicelli (Lega), che strumentalizza la vicenda del padre di famiglia marocchinocostretto dalla perdita del lavoro e da uno sfratto a pernottare insieme a moglie e figli nella propria autovettura, lanciando la proposta di incentivare il ritorno degli stranieri nelle rispettive nazioni, perché i servizi sociali non possono farsi carico di tutte le vittime della crisi economica, e occorre dare priorità ai romagnoli.
Parole che faranno presa su una parte dell’opinione pubblica, ma che nascondono la verità, ancora una volta. A Meldola esistono le risorse e gli spazi per risolvere questa e altre emergenze.

NON E’ VERO CHE NON POSSONO AIUTARE TUTTI. LA VERITA’ E’ CHE  NON VOGLIONO!

Se poi qualcuno vorrà tornare a casa, libero di farlo, ma senza obblighi e pressioni.
Le amministrazioni di destra vogliono allontanare, a spese dei contribuenti, la manodopera ora in esubero, ma si sono ben guardate dal chiedere a certe imprese di non scaricare sulla collettività i costi della crisi, dopo anni di profitti. Facile trattare gli uomini come cose, o attribuire la scarsità di risorse per i servizi alla presenza degli stranieri, mentre si è tolleranti e comprensivi verso l’evasione fiscale o il lavoro nero, e non si effettuano tutti i controlli necessari per stabilire chi ha realmente bisogno di aiuto e chi no!
Non è questo il modo di affrontare i problemi del nostro tempo. Occorre un metodo diverso, fondato sulla laicità dello Stato, sul rispetto della democrazia, dei diritti civili di uomini e donne, sulla giustizia sociale, l’uguaglianza, la legalità: diventa così possibile concedere, a tutte le confessioni, gli spazi pubblici in cui potersi incontrare, dialogare tra loro, evolvere, e aiutare chiunque abbia perso il lavoro e sia in difficoltà.

Vorrei una Meldola senza barriere, ghetti, discriminazioni e ingiustizie. Vorrei che i bambini e le famiglie non dormissero per strada. Ma questo oggi è impossibile, perché la politica è assente, mentre prevalgono l’ipocrisia e il pregiudizio.

Michele Drudi (Segretario PD meldola)

Commenti

Comment from valentina
Time: 2 Settembre 2009, 14:11

Sulla vicenda della famiglia e.
Credo che prima in ogni caso venga la persona coi suoi diritti e i suoi doveri. L’assistenza sociale si sarebbe mossa se si fosse trattato di una famiglia italiana nella stessa situazione? Se la risposta è affermativa, allora si doveva fare qualcosa (ad esempio impegnarsi alzando la cornetta del telefono per trovare un ricovero temporaneo presso qualche associazione o struttura).
Penso poi che questo sarà solo l’inizio determinato da una legge nazionale razzista e xenofoba che mette in crisi proprio le comunità locali dove non si vorrebbero fare politiche assistenzialistiche. La catena “migrante extracomunitario=clandestino senza casa e lavoro” non si spezza più e pertanto ormai non resta che scegliere tra due alternative:
1) assistenzialismo dell’ultima ora inutile con individuazione di sistemazioni temporaneee inizio di percorsi lunghi e impegnativi (piano casa, ecc…) e durissima lotta con ogni mezzo contro la Legge Bossi Fini e pacchetto sicurezza;
2) lasciare per strada chi rimane senza casa condannandolo se extracomunitario alla clandestinità, alla possibile privazione della patria potestà se ha figli, all’arresto qualora non se ne vada dal Paese.

La cosa davvero stupida è che si è convinti che la disponibilità a pagare le spese di viaggio per andare via possa risolvere la situazione, come se chi è condannato alla clandestinità, senza soldi e senza voglia di tornare al proprio paese, prenda la gentile concessione economica e se ne vada, si tolga gentilmente dalle balle. Le ultime modifiche al pacchetto “antisicurezza” hanno tolto la disciplina dell’accompagnamento coatto alle frontiere forse perchè non ci vuole la scala a capire che la fuoriuscita degli stranieri che uscire non vogliono non potrà mai essere garantita. Per la verità qualche successo c’è coi respingimenti forzati nei campi di concentramento e tortura libici che, fra l’altro, paghiamo tutti profumatamente con risorse che potrebbero essere impegnate in modo migliore, no?
Personalmente non metterei al mondo figli senza la certezza di poterli mantenere come spesso per cultura molto lontana dalla mia fanno alcuni stranieri e non, ma non credo che questo sia un’argomentazione appropriata perchè trattasi di valutazioni personali. Non ci sono imposizioni sul numero di figli così come non ci sono imposizioni che garantiscano a tutti una casa e un lavoro altrimenti, in questo secondo caso si intende, sarebbe un gran bel mondo.
Quindi? Credo che le situazioni contingenti vadano comunque afrontate anche con assistenzialismo dell’ultima ora e certamente non risolutivo avendo ben presente di chi è la responsabilità (legge bossi fini e pacchetto sicurezza).
Fondamentale è però avviare subito dei processi per poter mettere in campo politiche non assistenzialiste e lungimiranti. La prima ad esempio potrebbe essere presentare un bel ricorso amministrativo con tutti i Comuni che vogliono aderire e con tanto di richiesta di risarcimento a chi è responsabile. In fondo ci sono tanti avvocati in Italia a disposizione, o no?
Se si spezza la catena migrante extracomunitario= clandestino senza lavoro e senza casa, è già un passo avanti anche per gli Enti locali.
Brutto mondo, da cambiare.

Valentina Ghetti

Comment from filippo
Time: 2 Settembre 2009, 16:09

Domanda? Avete per caso capito perchè avete perso le elezioni?? Continuate così, il Centrodestra ringrazia….

(Valentina sei davvero sicura che questo esborso per le casse nazionali per mantenere il clandestino in Libia sia maggiore dei costi che avremmo in assistenza e concessioni qua sul nostro territorio…? Per me questa diventa un’ operazione tipo 2+2=4 … Per te evidentemente 2+2 = 3)

Comment from maurizio tedaldi
Time: 2 Settembre 2009, 19:43

ringrazio Michele per avere espresso un pensiero comune a molti di noi al quale mi associo.
A proposito di regole uguali per tutti avrei una domanda per il gentilissimo sig. Sindaco: Se una associazione, sportiva, culturale o benefica le avesse chiesto la disponibilità di locali per un centro estivo, una mostra filatelica o una pesca di beneficenza come avrebbe risposto?

Comment from micheled
Time: 3 Settembre 2009, 01:20

E’ buona norma in rete, Filippo, firmarsi con nome e cognome.
Questo è un blog in cui la discussione è libera, aperta e critica, e abbiamo sempre accettato anche post anonimi e pseudonimi. Continueremo a farlo, perchè i toni sono sempre stati educati e rispettosi, e perchè la politica è anche polemica.
Però, ci piace guardarci in faccia, dritto negli occhi… anche se attraverso il web.
Non temere, non mangiamo nessuno.
Fa’ un po’ te, quindi… siamo tutti liberi.
A presto.

Michele Drudi

Comment from filippo
Time: 3 Settembre 2009, 14:15

Mi dispiace dover contraddire il segretario Drudi ma sul ” non abbiam mai mangiato nessuno” mi vien da dissentire vista la massiccia caccia alle streghe che si è avuta dopo la sconfitta elettorale per capire chi fossero stati i “traditori”.. Ad ogni modo per intervenire nuovamente faccio presente al signor Tedaldi come in passato solo le decisioni della maggioranza votata dal popolo venivano viste come giuste e corrette, entrando spesso in meccanismi di favore(prima se non si era un compagno non si andava molto lontano vero??) che ad un certo punto vi sono esplose in mezzo alle mani… Ora mi chiedo io, dopo anni di assoluta chiusura verso ogni consiglio esterno come potete pretendere di conoscere voi quel che è giusto e quel che è sbagliato… I cittadini evidentemente gonfi vi hanno dato una risposta andando contro anche al loro credo politico.. Ora lasciate lavorare il volere nuovo del popolo ( fidatevi che questa linea sta cogliendo gli appoggi più disparati) , oppure la democrazia è democrazia solo quando il colore è quello rosso…?

Comment from filippo
Time: 3 Settembre 2009, 14:18

Ps: Lo sapete vero che i bambini della famiglia marocchina non dormono in auto ma sono ospitati da amici e parenti?? (Dicevate a proposito della strumentalizzazione ?? )

Comment from micheled
Time: 4 Settembre 2009, 02:27

Nessuno qui pretende di conoscere il giusto o la verità in senso assoluto. Si esprimono opinioni, cercando di argomentarle nel miglior modo possibile e liberamente. Si porta avanti una battaglia di idee, si discute di politica.
Rispetto la volontà del popolo meldolese, penso che l’alternanza democratica sia una cosa positiva e bella. Ritengo tuttavia che gli sconfitti non siano da considerare come dei reietti o come diavoli, ma che rappresentino, in un sistema democratico, una parte importante, seppur minoritaria, che deve essere sempre rispettata e che ha un ruolo: quello dell’opposizione. Quest’ultima non è che possa stare muta e passiva - come se fosse in punizione - di fronte a chi ora legittimamente ha in mano tutto il potere, gli strumenti e il consenso necessario per fare, dal proprio punto di vista e con le proprie idee e programmi, il bene della città. L’opposizione deve controllare, criticare, controproporre, con spirito costruttivo e con l’unico obiettivo dell’interesse comune e del bene della città di Meldola. Ci sono già stati momenti di aspro scontro (anche sul piano, sbagliato, dell’attacco alle persone nel più classico stile stalinista: un piano non deciso nè praticato dalla sinistra, ma ci abbiamo messo una pietra sopra). Ci saranno altri e ulteriori momenti polemici, che saranno a volte sgradevoli, perchè non siamo a un pranzo di gala: la politica è discussione e confronto razionale, certo, ma altrettanto passione, lotta, conflitto - non armato, sia chiaro - tra visioni e identità diverse, che non possono, e a mio avviso non devono, fondersi o sovrapporsi se non in casi di assoluta emergenza e necessità, se è in gioco appunto il bene comune; se avvenisse questa fusione, se si impedisse la dialettica e anche la possibilità di un confronto aspro, se tutto fosse riconducibile a una ragione o a una verità unica e valida obbligatoriamente per tutti, beh sì che allora ci sarebbe da preoccuparsi, perchè sarebbero scomparse sia la democrazia sia la libertà.
Inoltre: rispetto la volontà della maggioranza popolare, ma voglio essere chiaro: non penso che la maggioranza abbia in sè ragione e faccia bene per il fatto di essere semplicemente tale. Si tratta di un fatto numerico importantissimo, certo. Ma occorre restare sui contenuti, sul merito delle scelte politiche, sulle loro conseguenze e prospettive, non sempre calcolabili ma ragionevolmente prevedibili; e in ultimo, cosa importante, cercare di restare sempre integri e coerenti con i propri principi, rispettando sempre le persone.
L’ascolto degli altri è fondamentale, ma occorre anche avere il coraggio delle proprie idee e cercare di dare risposte in modo onesto e autonomo, riconoscendo i propri errori quando occorre. Personalmente, come esponente politico e consigliere comunale nelle due scorse legislature, non credo di aver commesso misfatti (si può dire liberamente il contrario), penso di aver portato un contributo onesto nella posizione che ricoprivo alla vita politica amministrativa della mia città, sono certo di aver sempre ascoltato tutti con attenzione e rispetto, e se devo rimproverarmi qualcosa è quella di non essere riuscito ad essere sempre concreto e utile per risolvere i problemi dei miei cittadini.
Chiusa la parentesi, l’approvazione o meno da parte di una maggioranza di determinate linee e scelte politiche restituisce e dà il senso di un processo democratico, ma non dice nulla di particolare rispetto alla giustezza o meno di quanto si è deciso, che potrà essere stabilita con certezza solo a posteriori e a volte dopo molto tempo. Lo dico con spirito fortemente autocritico, almeno per quanto riguarda la mia esperienza di Partito e non solo. Ma è tutta la storia della democrazia a essere costellata di scelte assunte dalla maggioranza, in modo democratico, rivelatesi poi totalmente errate. Forse occorre non essere troppo pieni di sè, e tenere conto sempre (anche se ciò costa fatica e sacrifici quasi impossibili da compiere quando si è presi nel “teatro”, nel gioco della politica), delle ragioni e delle osservazioni della minoranza, senza ghettizzarla, senza ridurla al silenzio come il pierino di turno, senza dileggiarla. Anche perchè un giorno, potrebbe diventare maggioranza (…ne sappiamo qualcosa).
Smettiamo di pensare alle elezioni come a un’ordalia o a un giudizio divino, a uno scontro tra il bene e il male: almeno non in una situazione come quella meldolese, e italiana, in cui le persone - nonostante la prevalente concentrazione del potere politico e mediatico nelle mani di una parte politica - sono libere di pensare con la propria testa e di agire in piena coscienza.
La procedura democratica è dunque irrinunciabile e necessaria, ma non sufficiente. Con i numeri in Consiglio della minoranza, che pure rappresenta il 45% dei cittadini, l’attuale Amministrazione è di fatto in condizione di lavorare. Se farà bene, avrà il plauso di tutti. Se sarà in gioco l’interesse generale, avrà il sostegno necessario e leale da parte di chi ha, in un sistema democratico normale, il dovere di fare l’opposizione e di portare un contributo alternativo avendo di mira il bene di tutti e non di una parte sola. Se ciò comporterà la necessità di “disturbare” il manovratore e segnalargli eventuali deviazioni o potenziali deragliamenti; se ciò richiederà anche forti contrapposizioni sul merito delle questioni… bene, ciò potrà essere spiacevole non importa per quanti, ma lo si farà con questo spirito: non per distruggere, ma per aiutare e favorire il buon governo della città.

Michele Drudi

PS. Ne sono venuto a conoscenza, e mi fa piacere che quella famiglia abbia trovato una qualche sistemazione, per quanto provvisoria.

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Time: 26 Settembre 2009, 07:06

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